Tipologia: Chiesa
Anno costruzione: 1702
Secolo: XVIII
Toponimo: Tache
Dedicazione: SS. Trinità
Comune: Gressoney-La-Trinitè
Architettura: parrocchiale
Ubicazione: fondovalle
Accesso: facile
Disabili: sì
Percorso: di fondovalle
Stato attuale: restaurata
Progetto di restauro:
La chiesa nella sua costruzione e nel suo interno
Furono i consigli e le pie esortazioni del reverendo Menabrea, primo curato di San Giovanni, che fecero costruire nel 1671 questa chiesa, poi benedetta il 9 giugno 1686, e consacrata il 24 giugno 1702 da Monsignor Milliet d’Arvillars, che lo stesso giorno benedisse anche le tre campane della chiesa.
1708. Mons. Milliet d’Arvillars ordinò di rifare quanto prima il portone principale della chiesa.
1786. Mons. Solar ordinò di imbiancare la chiesa negli anni seguenti.
1819. Il canonico R. Berenfaller, cantore maggiore del Gran San Bernardo, economo allora di La Trinité, oggi curato di San Pietro in Vallese, ha reso importanti servizi a questa chiesa. Trovandola al suo arrivo (1818) in uno stato di grave degrado. Per restaurarla, fu necessario raccogliere fondi sia nella parrocchia sia in Germania tra i mercanti, il che fruttò tra i 13.000 e i 14.000 franchi. Allora si restaurò l’intera chiesa, si collocarono nuove panche, una tribuna, si costruì una seconda sacrestia sopra la prima, ecc.
1820. L’organo fu realizzato dal sig. Regozzio di Varallo per il prezzo di 2.500 franchi.
La chiesa ha una sola navata, interrotta a croce da due cappelle laterali. È molto regolare nelle sue dimensioni. L’altare maggiore è di ottimo gusto e produce un effetto meraviglioso. Dodici candelabri in oro dorato, di grandi dimensioni, ne costituiscono l’ornamento principale. Le statue che si trovano nelle nicchie del tabernacolo, i rilievi del battesimo di N.S.G.C. e della Visitazione, non sono prive di merito. Il quadro dell’Ultima Cena è una delle belle opere del pittore Curtaz. Dei quattro altari laterali, i due più piccoli sono in armonia con l’altare maggiore.
Tra i vasi sacri di questa chiesa si ammirano principalmente due ostensori in stile gotico e interamente in argento. La sola differenza è nella proporzione. Vi sono inoltre un ciborio e quattro calici in argento dorato.
Altari della chiesa
L’altare maggiore fu consacrato lo stesso giorno della chiesa dal vescovo Milliet d’Arvillars, che vi depose le reliquie dei santi martiri e fratelli Giovanni e Paolo. Il tabernacolo, benedetto il 28 maggio 1774 dal reverendo J.-P. Noir, parroco di La Trinité, in virtù di una delega del vescovo di Sales, si deve alla generosità del giudice e castellano Jacques Thedy. La sua sola manodopera costò 70 livres. Intorno al 1786, padre Squinobal, parroco di questa parrocchia, lo fece ricostruire e dorare a proprie spese, al costo di 300 livres.
Jean Necher, il primo parroco di La Trinité, lasciò in eredità sessanta messe a questo altare, di concerto con un certo Jacques Curtaz. Gli altri altari non furono consacrati, e inizialmente ce n’erano solo due dedicati a Sant’Antonio da Padova e a San Pantaleone, dove si trovano le reliquie di San Biagio e Santa Costanza, e l’altro alla Madonna del Rosario. Successivamente, nel 1726, furono aggiunti altri due altari, uno in onore di San Giuseppe e l’altro a San Francesco Saverio.
Il vescovo Lambert ordinò, il 10 settembre 1694, di porre ringhiere a tutti gli altari, entro Natale, pena l’interdizione dei suddetti altari.
Il 1° ottobre 1726, il reverendo Valentin Delapierre lasciò in eredità un capitale di 560 livres, ricevute da Jean-Jacques Thedy notaio, per tenere accese le lampade davanti agli altari laterali, vale a dire le feste solenni e ogni martedì all’altare di Sant’Antonio di Padova, il mercoledì a quello di San Giuseppe, il venerdì a quello di San Francesco Saverio, e il sabato a quello di Nostra Signora.
Tra queste lampade, quella dell’altare maggiore è davvero notevole per la sua forma e la sua lavorazione. Fu acquistata a Torino il 4 luglio 1695 al prezzo di 40 pistole da Daniel di Valentin Delapierre che la donò alla chiesa.
1819. Grazie allo zelo di Padre Berenfaller, tutti gli altari furono restaurati, ad eccezione dell’altare maggiore che fu ridorato nel 1825 a spese di J.-Joseph Delapierre, al prezzo di 600 franchi.
Campanile
Fu costruito nel 1671, contemporaneamente alla chiesa. Nel 1717 e nel 1721, il vescovo Milliet d’Arvillars ordinò che la sommità del campanile fosse restaurata, che metà delle sue finestre fossero tappate e che fosse rimesso in buone condizioni.
1699. C’erano tre campane del seguente peso: la prima aveva 63 miriagrammi, la seconda 40 e la terza solo 3. Tre anni dopo furono rifuse e tutte e tre benedette lo stesso giorno.
23 giugno 1702. Il vescovo Milliet d’Arvillars, recatosi in questa parrocchia per la sua visita pastorale, salì sul campanile con l’aiuto di diversi sacerdoti, tra cui padre Thomassin (di Roisan), religioso del convento di San Francesco della città, e benedisse tre campane: la prima in onore di San Giulio, di cui era padrino Daniele Lapierre; la seconda in onore di San Giovanni Battista, di cui era padrino il nobile Jean-Christophe Borrettaz, sindaco della città di Aosta, e la terza in onore di San Pietro, che aveva come padrino Pierre Lercoz.
1786. Una delle campane fu trovata rotta durante la visita del vescovo Solar. Questo vescovo esortò i procuratori della chiesa a farla rifondere il prima possibile.
1789. Poiché la chiesa non aveva campane abbastanza grandi da essere udite in tutta la parrocchia, il 9 settembre 1789 le confraternite del Santissimo Sacramento e del Rosario concessero la somma di 1.500 livres per la fusione di una grande campana, a cui si aggiunsero altre oblazioni volontarie.
1819. Sotto il reverendo Berenfaller, il campanile fu ricostruito con la sua splendida cupola a forma di vaso, ricoperta di stagno dipinto di verde. La sua sfera, in rame dorato a fuoco, costò non meno di 400 franchi.
Cimitero
Al centro vediamo una bella croce in pietra che il reverendo padre Valentin-Louis Delapierre fece realizzare a sue spese nel 1722, al costo di 50 livres.
Riparato e ampliato nel 1820, il cimitero è oggi decorato anche con graziose croci e lapidi.
Da : Abbé Pierre-Étienne Duc – Histoire des Églises Paroissiales de Gressoney S. Jean-Baptiste et de Gressoney La Trinité – Aosta 1866.
