Tipologia: Cappella
Anno costruzione: 1720
Secolo: XVIII
Toponimo: Trinò - Trina
Dedicazione: Madonna delle Grazie, Madonna Addolorata
Comune: Gressoney-Saint-Jean
Architettura: alta con trifora
Ubicazione: fondovalle
Accesso: facile
Disabili: no
Percorso: intervallivo
Stato attuale: in restauro
Progetto di restauro: da finanziare
Consultando la sezione dello *Zanolli* dedicata a Trina, nella quale sono riportate le trascrizioni, in francese, di diversi atti relativi alla costruzione della cappella di Les Rochers et Trina, un progetto avviato agli inizi del XVIII secolo. Tra questi documenti, troviamo:
– La procura datata 2 giugno 1721, con cui 44 cittadini di Champsil delegano Antoine fu Jean Gattinara alla costruzione della cappella e alla gestione di un legato risalente al 1714, lasciato dalla vedova Peccoz.
– Un atto dell’8 ottobre 1724, in cui 21 cittadini ratificano formalmente la costruzione della cappella.
– Il verbale di benedizione della cappella, redatto il 13 ottobre 1724 ma datato 19 ottobre, a seguito della cerimonia religiosa.
– L’atto di fondazione della Rettoria, firmato il 14 agosto 1747, che include un elenco dettagliato dei legati istituiti dal 1743 in poi.
– Una supplica al Vescovo, datata sempre 14 agosto 1747, in cui si chiede l’approvazione della fondazione della Rettoria.
– Un atto del 7 luglio 1748 che sancisce la dotazione della Rettoria, accompagnato da una supplica al Vescovo (disponiamo sia dell’originale che di una trascrizione a macchina).
– Un documento del 25 febbraio 1777 che registra la creazione di una rendita da parte di Laurent a favore della Rettoria.
– L’atto del 3 marzo 1777, in cui viene formalizzata l’assicurazione del censo relativo alla rendita sopra citata.
– Un ulteriore atto, datato 4 agosto 1777, che conferma un altro reddito annuale donato da Laurent alla Rettoria.
– Infine, un censo da parte di Lateltin, formalizzato lo stesso 4 agosto 1777.
Dalle trascrizioni dello Zanolli, risulta evidente che il 13 ottobre 1724, ad Aosta, fu presentata una richiesta ufficiale al Vescovo François Amédée Milliet d’Arvillars per benedire la cappella. Questa richiesta fu avanzata per la cappella di Les Rochers et Trina, costruita su incarico di Gattinara e finanziata da un gruppo di parrocchiani di Champsil. La benedizione fu effettivamente celebrata il 19 ottobre 1724 dal Rev. Arciprete Jean Linty, vicario foraneo e curato di Fontainemore, alla presenza di personalità ecclesiastiche quali Jean Jacques Noir, curato di Gressoney Saint Jean, il suo vicario Joseph Antoine Castel, Jean Joseph Curtaz, rettore del beneficio di Pradelaix, e del notaio Jean Valentin Bundaz. La cappella fu dedicata a Notre Dame de Grâce.
Come si evince chiaramente dai documenti, la Messa di Benedizione si tenne il 19 ottobre 1724, presieduta dal Rev. Arciprete Linty e testimoniata da illustri membri del clero locale, con la partecipazione del notaio Bundaz, e segnò la solenne consacrazione della cappella sotto il titolo di Notre Dame de Grâce.
La Pietà, che ora si trova nel museo della Chiesa Parrocchiale di Gressoney-Saint-Jean
Origini e Storia
Storia delle Cappella
Appena al di sopra della frazione di Pont Trenta, attraversiamo il Lys su un ponte di dimensioni notevoli, di moderna costruzione. Siamo sul territorio di Gressoney, dove si trova il dialetto germanico conservato meglio che nelle altre località della Vallesa. Il torrente balza furiosamente in fondo alla gola della valle, qui si è ristretta ancor di più, prima di aprirsi sul bacino di Champsil. Sotto la casa agricola di Zer Tannò, il Lys produce una bella cascata che si vede dalla strada. Non c’è già più l’aridità del paesaggi precedenti: la natura si riveste di vegetazione e quando si arriva alla piccola frazione della Blatta, si è affascinati dalla calma melanconia che sprigiona come un profumo da questa solitudine. La valle si restringe ancora una volta, poi si apre bruscamente per lasciarci vedere tutto in una volta un quadro affascinante di freschezza e di luce. Questa inattesa apparizione all’uscita dalle gole stupisce il viaggiatore che sale la valle per la prima volta. Le contrazioni della natura finiscono a piedi della cappella della Trina, che, sistemata sopra una roccia, sembra sognare all’ombra dei larici contemplando la conca verdeggiante di Champsil. Questa cappella solitaria sarà la prima tappa del nostro viaggio da spigolatore sul territorio di Gressoney-Saint-Jean.
Verso la fine del XVII secolo, nell’anno 1670, secondo la tradizione popolare tra uomini di Champsil percorrevano le città e i paesi della Germania, in qualità di venditori ambulanti. Un giorno, mentre si trovavano su una pubblica piazza ad esporre la loro merce, videro un uomo che gettava da una finestra vicina delle immagini e delle statue di santi, che poi un altro uomo ammucchiava in un angolo per bruciarle. Si sa che l’eresia degli iconoclasti o distruttori di immagini sacre si spense per molti secoli per rinascere con novello furore tra i discepoli di Giovanni Huss. I tre merciai s’avvicinarono e portarono attenzione su una statua a lignea raffigurante la Madonna della Pietà e proposero all’eretico di cederla loro per denaro. Nella sua ira sacrilega, l’ussita voleva bruciare tutto, piuttosto di lasciare alcune immagini alla devozione dei fedeli. Ma, dietro l’insistente richiesta dei tre forse sedotto dall’allettamento del guadagno, finì per cedere e lascio tra le loro mani la statua che desideravano, raccomandando loro di allontanarsi al più presto e di portare lontano quel simulacro di superstizione. Felice dell’acquisto, i mercanti ambulanti continuarono il loro viaggio, portando a turno sulle spalle la statua che avevano strappato alle fiamme. Tornando al paese, quando furono arrivati in fondo al bacino di Champsil nel luogo detto Gòfer, i tre si fermarono per piazzare il prezioso fardello in un piccolo oratorio abbandonato, riparato sotto una roccia. È così che la statua della Madonna della Pietà prese possesso di quel povero santuario, da cui non tardò ad operare meraviglie. I buoni abitanti dei dintorni venivano spesso ad inginocchiarsi ai piedi della statua miracolosa; l’oratorio di Gòfer divenne ben presto un luogo di pellegrinaggio molto frequentato.
Per soddisfare la devozione dei fedeli si decise infine di sostituire il piccolo oratorio con una cappella spaziosa; un uomo pio, Antonio di Gattinara volle farla costruire a sue spese. Questo avvenne nell’anno 1720. Di tutti gli arredi che arredavano un tempo la cappella, ne esistono ancora alcuni, in testimonianza delle grazie ottenute con l”intercessione della Madonna della Pietà. Una ragazza di Pontt-Sec superiore, sulla riva sinistra del Lys, poco oltre la cappella della Trina, un giorno partì da casa sua per andare da una famiglia abitava sulla riva opposta. A quell’epoca, un ponticello primitivo fatto con pezzi di legno attraversava il torrente nel punto più stretto. Giunta a metà passerella, la ragazza si fermò a fissare la corrente rapida, ma vinta dalla vertigine, cadde nel torrente sotto gli occhi del padre che si trovava a breve distanza dalla riva. Il primo pensiero dell’uomo fu di raccomandare la sua bambina alla Madonna. Poi si lanciò nel torrente e fu felice di tirar fuori la figlia, sana e salva. Per riconoscenza verso la Madre di Dio, i genitori portarono un’offerta alla cappella della Trina e appesero alla parete un ex-voto per ricordare il fatto, ma è spiacevole che l’artista non abbia saputo riprodurre fedelmente il paesaggio. Vicino a questo, un altro quadretto rappresenta una fragile imbarcazione in pericolo sopra un lago agitato dalla tempesta. Gli occupanti la barca levavano la braccia al cielo e imploravano aiuto dall’Alto. Questo quadro ricorda che nel 1721, anno successivo alla fondazione della cappella, due uomini di Gressoney, Hanz-Joseph Lateltin e Jean-Baptist Trente, attraversando un giorno il lago di Ginevra furono sorpresi da una violenta burrasca che mise in grave pericolo la loro vita. Gli sforzi dei barcaioli erano impotenti contro la forza delle ondate che minacciavano ad ogni momento di sommergere l’imbarcazione troppo carica. In mezzo alle grida dell’equipaggio e al tumulto degli elementi scatenati si udivano le fervide suppliche che i passeggeri levavano al cielo nella loro disperazione. Le preghiere furono esaudite, poiché i barcaioli riuscirono a raggiungere la riva, dove approdarono presso una cappella dedicata alla Madonna dei Nocchieri. Uniti in un solo sentimento affettuoso e riconoscnete, barcaioli e passeggeri s’inginocchiarono ai piedi di Colei che li aveva slavati dalla morte deposero delle offerte. Nel momento del pericolo, Hanz Lateltin e J.Baptiste Trente avevano fatto un voto che poi compirono fedelmente. Quando furono di ritorno a Gressoney, portarono alla cappella della Trina un quadretto che ricorda ancor oggi la loro riconoscenza.
[da Nell’alta Valle del Lys si racconta]
Galleria fotografica della cappella prima del restauro
Elementi Artistici
La cappella di Trinò si distingue per la sua particolare architettura, caratterizzata da un impianto sobrio ma allo stesso tempo imponente. Si tratta di una cappella alta, dotata di una trifora sulla facciata principale, un elemento che conferisce slancio verticale e una notevole luminosità interna. Questa trifora, composta da tre aperture ad arco, rappresenta un tratto distintivo e funzionale, permettendo alla luce di filtrare abbondantemente all’interno dello spazio sacro, creando un’atmosfera di raccoglimento e spiritualità.
Non è un elemento isolato nell’architettura religiosa della zona, ma si può osservare anche in altre due cappelle, quelle di Ecko e San Giuseppe. Questa somiglianza suggerisce una coerenza stilistica all’interno della tradizione costruttiva locale, probabilmente legata a una comune ispirazione artistica o alla mano di un medesimo progettista. In queste cappelle, la trifora in facciata non ha solo una funzione estetica, ma anche simbolica, richiamando la Trinità e favorendo l’interazione tra la luce naturale e lo spazio liturgico. La ripetizione di questo elemento nelle cappelle di Ecko e San Giuseppe rafforza l’identità visiva e spirituale di questi luoghi di culto, sottolineando un legame tra le comunità locali e la loro espressione religiosa architettonica.
Rettorato
Elenco rettori Trina dal 1742 al 1849
• 1797 Joannes Josephus Marcus Trente, ex recteur de la Trina, mort le 16 février 1816
• (1816 Josephus Franciscus Delapierre …1818-1826 économe de Gressoney S. J, Bte et mort le 30 aoùt)
• 1849 1er oct. Joannes Josephus Stephanus Trente, neveu de J. J. Marc Trente, ex recteur de la Trina, recteur aussi de la chapelle de Wald dès 1852
[Ibid Abbé Duc Pierre-Etienne pp. 132- 134]
Rettore della Trina Marty
Tra i numerosi rettori della Trina anche Valentinus Marty tra i primi rettori. Nato nel 1702, rettore della Trina dal 1742 al 1752, è stato il primo rettore secolare del Piccolo San Bernardo 1752-64. Egli servì con intervalli l’ospedale mauriziano di Aosta al quale si dedicò completamente dal 1764 fino al 1780; divenne in seguito benficiario di Santa Barbara alla cattedrale di Aosta e all’età di 87 anni morì nel gennaio del 1789.
La scuola della consorteria della Trina
La consorteria della Trina ha fondato nel 1748 una scuola con la rettoria sotto l’amministrazione di un consiglio che nomina l’una e l’altra. Nell’anno 1865 una sottoscrizione fatta nel quartiere di Champsil ha aumentato le entrate di questa scuola.
[Trad. dal francese Abbé Duc Pierre – Etienne, Histoire des Eglises paroissiales de Gressoney S. Jean Baptiste et de Gressoney T. Ste – Trinité, Imprimerie Lyboz Damien, Aoste, 1866, p. 60]
La ristrutturazione
La cappella di Trinò dal 2022 al 2024 è stata oggetto di una importante opera di restauro che, in questo primo lotto si concretizza nel rifacimento della copertura e consolidamento delle murature esterne.
Documentazione storica
1747, 28 luglio – Donazione Gattinera a Rettoria e Cappella – TRASCRIZIONE
1748, 7 luglio – dotazione beneficio a Rettoria e Cappella, con supplica – TRASCRIZIONE
1747, 28 luglio – Donazione Gattinera a Rettoria e Cappella – TRASCRIZIONE
1895, 19 settembre – Donazione Charles e Antoine Peccoz a Rettoria – Archivio Antonio Beck Peccoz















