Tipologia: Cappella
Anno costruzione: 1653
Secolo: XVII
Toponimo: Buart
Dedicazione: Santa Margherita
Comune: Issime
Architettura: a capanna
Ubicazione: In quota
Accesso: medio
Disabili: no
Percorso: intervallivo
La cappella è dedicata a Santa Margherita.
Nel 1601, Annibale Serra, l’esorcista chiamato dal biellese per cacciare i diavoli del Buart nel Vallone di San Grato, scoprì una caverna nei pressi della ‘ruine’. Dopo essersi introdotto nell’antro, il religioso comunicò con il diavolo di nome Astaroth che rivelò di aver ricevuto l’ordine di punire gli abitanti di Issime perché non avevano mantenuto la promessa di costruire una cappella dedicata a Santa Margherita. L’esorcista gli intimò di presentarsi davanti a lui per subire un regolare processo. Alla sua conclusione i tre demoni, Astaroth, Ciudello e Acheron furono riconosciuti colpevoli e costretti a bonificare il territorio dai danni che avevano provocato. L’esorcista prese un ago, lo divise in tre parti, con la parte di ago comprendente la cruna un diavolo doveva setacciare tutta la terra, un altro doveva alzare le pietre, mentre con la punta si doveva dissodare il terreno. Questo lavoro li avrebbe tenuti impegnati per molto tempo impedendo loro di provocare altri danni al paese.
Si tratta del famoso processo contro il diavolo Astaroth e la sua legione di 6666 spiriti maligni definito il ‘più sensazionale processo al diavolo del seicento’. Di questo processo si trovano tuttora due copie conservate, una nell’archivio della Parrocchia di Pettinengo nel Biellese, da dove proveniva don Annibale Serra, l’esorcista delegato dal suo Vescovo e l’altra nell’Archivio di Stato di Torino.
Dai documenti a nostra disposizione la cappella di Santa Margherita fu eretta il 26 luglio del 1653, in effetti ancora nel Livre Terrier d’Issime del 1645 si parla di “La Ruine du Bord”. Fu più volte ricostruita, una ricostruzione parziale nel 1777 voluta dal parroco Jean-Joseph Curtaz, mentre l’attuale edificio risale al 1835.
Del suo arredo facevano parte una coppia di angeli ceriferi del XVII secolo e una Madonna col Bambino settecentesca oggi esposti nel museo parrocchiale, mentre la statua del XVI secolo di Santa Margherita in atto di uccidere il drago è stata rubata nel luglio del 1970.
Il villaggio del Buart è uno dei luoghi più carichi di valore simbolico, ben presente nella memoria collettiva della comunità di Issime, che richiama al male, nella sua opposizione al bene, contrario alla giustizia, all’onestà e alla parola data.
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