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Cappella di San Giuseppe

(Ermitage)

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Tipologia: Cappella
Anno costruzione: 1663
Secolo: XVII
Toponimo: Woald (Ermitage)
Dedicazione: San Giuseppe - Santissima Trinità, San Pantaleone
Comune: Gressoney-Saint-Jean
Architettura: alta con trifora
Ubicazione: fondovalle
Accesso: medio
Disabili: no
Percorso: di fondovalle
Stato attuale: in restauro
Progetto di restauro: finanziato

Questa cappella, tradizionalmente dedicata a San Giuseppe, venne eretta nel 1663 dal curato di Gressoney Sebastiano Menabrea in posizione dominante sopra il Capoluogo.

Accanto alla cappella il Rev. Jean Linty – arciprete e curato di Fontainemore – aveva fatto costruire una piccola casa in legno, che servì da alloggio a degli eremiti già prima del 1708.
Conosciamo il nome dell’ultimo eremita: Jean-Baptiste Castel, il quale nel 1788 ottenne dal Vescovo Mons. Solar di abitarci in romitaggio. Egli aveva vissuto da eremita parecchi anni nel romitaggio di S. Nicola di Flue nella diocesi di Costanza in Svizzera. Più tardi, poiché la sua salute e la sua età non gli permettevano più di abitare in solitudine, dovette rimpatriare e visse a Gressoney fino al 1799.  Da questa particolarità la cappella è anche detta “dell’Ermitage”.

Unica tra le cappelle della valle, San Giuseppe è raffigurata negli affreschi di fine seicento del castello Vallaise di Arnad, dove spicca bianca sulla destra di un bel panorama del villaggio di Gressoney con il Monte Rosa sullo sfondo.

Per gli affreschi al suo interno, le notevoli decorazioni in rilievo a stucco, e per i caratteristici armadi reliquiari, si tratta di una delle cappelle più belle della valle. Anche l’architettura dell’edificio sacro nel suo complesso, e in particolare la facciata con la finestra a serliana, è servita sicuramente da modello per altre cappelle della valle come quelle di Ecko e di Trinò.

Purtroppo per decenni è rimasta in stato di abbandono, oppressa dalla crescita del bosco circostante, con la copertura sfondata ed estese chiazze di alghe verdi sulle pareti interne; anche gran parte delle decorazioni lignee in rilievo dell’altare sono state saccheggiate nel corso degli anni.

Nel 2016 è partito un impegnativo restauro, suddiviso in più fasi, coordinato dall’arch. Mariagiovanna Casagrande e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana con i fondi dell’8 per mille, dalla Regione Valle d’Aosta, dal Comune di Gressoney Saint-Jean e da un benefattore privato che ha scelto di rimanere anonimo.

Nel corso degli anni, e con l’impiego di mezzi straordinari come l’elicottero, è stata sostituita la copertura, sono state consolidate le murature con le creazione di intercapedini contro l’umidità, restaurata la pavimentazione originale in listoni di larice, restaurati gli stucchi, le pitture murali e infine gli arredi lignei: armadi e altare.

Nel 2025 è stato installato, con il finanziamento della Fondazione Scuola e Rettoria di Trina e del CELVA, il sistema “Cultura a porte aperte” (https://www.cittaecattedrali.it/it/chiese_aperte).

Leggi il testo del Duc

AUGUSTA 2017
Gressoney: Sent-Josephsch Tschappelò – la cappella di Wald dessous

Foto sferica