4
5
4

Cappella del Preit

5
Tipologia: Cappella
Anno costruzione: 1667
Secolo: XVII
Toponimo: Preit
Dedicazione: San Giuseppe / San Rocco
Comune: Issime
Architettura: a capanna
Ubicazione: fondovalle
Accesso: facile
Disabili:
Percorso: di fondovalle
Stato attuale: restaurata
Progetto di restauro:

La cappella fu voluta come ex-voto e come lascito testamentario del 23 maggio del 1656 da un certo Jacques figlio di Pierre Laba che viveva nel villaggio di Preit, probabilmente scampato alla peste del 1630. La cappella è consacrata a san Giuseppe e a san Rocco. Lo stesso Laba lo troviamo nel Livre Terrier del 1645 come proprietario di una buona estensione di terreni nei pressi del villaggio di Preit e poi ancora nel 1673 come donatore di un’insolita tela, ora nella chiesa parrocchiale, dove si è si è fatto rappresentare nelle vesti di san Giacomo Maggiore inginocchiato ai piedi della Vergine di Oropa. Sulla trave maestra della facciata si legge la data 1667, forse relativa alla consacrazione. Il piccolo altare barocco a colonne tortili presenta la statua del santo patrono all’interno della nicchia che sormonta la cimasa. Una curiosità: la statua lignea sembra avere il vestito di san Rocco ma non mostra la ferita e ha il bastone fiorito di san Giuseppe, quindi si tratta forse di un originale san Rocco a cui hanno aggiunto il bastone di Giuseppe. Come le cappelle del Ricourt, Sengle, Chinchéré, Biolley e Proasch anche questa era caratterizzata dall’arcone aperto sulla facciata, chiuso nel 1786 come prescritto dal vescovo Solar.

La cappella sorge lungo quella che era l’antica mulattiera le grand chemin che risaliva la Valle del Lys, nel punto in cui questa incrociava la mulattiera che conduceva ai villaggi della Costa di Issime e al Vallone di San Grato, questi due tratti prendono il nome di Kloasch Gassi. Il primo tratto, dove la struttura storica originale era rimasta intatta – unica nel territorio comunale – nel 2006 è stato ahimè cancellato e sostituito da una nuova strada tratturabile, mentre negli anni ’50 del ‘900 una carrozzabile ha sostituito il tratto che collega i villaggi di Tontinel, Preit e della Riva. Dal XVIII secolo e fino al 1890 anno in cui ad Issime si realizzò l’attuale carrozzabile, il parroco e la popolazione incontravano a Preit le autorità in visita al paese, quali per esempio quelle religiose, per celebrare una messa nella cappella di San Giuseppe e poi recarsi alla chiesa parrocchiale.

La cappella fu costruita su un appezzamento di terreno denominato Gassenérp di proprietà di Jacques Laba vicino alla sua abitazione, un rascard ancora oggi presente. A garanzia del mantenimento della cappella, della somma dovuta per la celebrazione delle messe di legato e per i paramenti occorrenti per la messa, fu imposta un’ipoteca su quattro quartenate (2.436 mq) di un appezzamento denominato Varralljatzi sempre dello stesso Laba, con l’obbligo di celebrare tre messe l’anno, il 19 marzo festa di San Giuseppe, il 15 agosto festa dell’Assunta e il 16 agosto festa di San Rocco.

Dal Livre Terrier del 1645 e dal Catasto Sardo del 1772 risulta che il tratto dell’antica mulattiera che risaliva la Valle del Lys, compreso fra gli attuali villaggi di Preit e Tontinel, fungeva da confine fra il grande prato a ponente, che prende il nome di Gassenérp, e quello a levante chiamato Varralljatzi. Sempre dal Livre Terrier del 1645 ricaviamo inoltre che il territorio definito Gesser Herb andava dal Rial de la montagnie, il torrente che scende dal Vallone di San Grato, fino quasi all’attuale villaggio di Tunterentsch, confinando appunto ‘touttes icelles pieces au Grand chemin’.

Il termine érp significa ‘eredità’, nell’Alto tedesco medio <possedimento fondiario, eredità>. Già il linguista svizzero Paul Zinsli si soffermò su tali toponimi definendoli ‘feudi che vengono dati in concessione come fondo ereditario e utilizzati secondo il diritto feudale’. Nel piano di Issime troviamo un altro toponimo di questo tipo Pirérp (l’eredità di Piri – Pierre) nei pressi del villaggio del Pra, e due nel Vallone di San Grato Gradunérp (l’eredità di Gradun) e Iansérp (l’eredità di Hans – Jean), l’aggiunta del nome proprio è riferita a quel primo colono che ebbe in concessione e lasciò in eredità il fondo. Grazie a un consegnamento o reconnaissance del 17 marzo del 1479 sappiamo che l’alpeggio oggi chiamato Iansérp insieme a quello di Roseritz appartenne proprio agli eredi di un certo Yans de Monte Royseyre, verosimilmente vissuto alle fine del XIV secolo.

Ad Issime i morti della famosa peste del 1630 furono seppelliti in una fossa comune che si trovava proprio nei pressi del villaggio di Preit. La zona di sepoltura fu scelta il più vicino possibile alla chiesa parrocchiale di San Giacomo, pur restando dalla stessa e dalle abitazioni della zona adeguatamente separata. Da quel luogo di sepoltura era però possibile vedere la chiesa in quanto in quel periodo non vi erano ancora frapposte le costruzioni attuali, fra le quali l’albergo Mont-Nery. Il cimitero di forma rettangolare era identificabile per avere un ingresso delimitato da due muretti. Si trovava non molto distante dall’antica mulattiera della Vallesa, fra questa e il torrente Lys, sul grande prato chiamato Varralljatzi. Il cimitero fu utilizzato solo in quell’occasione e quindi abbandonato, negli anni sessanta del ‘900 in quel sito si realizzò una villetta ‘villa Regis’, durante gli scavi per gettare le fondamenta alcuni testimoni oculari dicono di aver visto disseppellire antiche monete e fibbie di scarpe.

Immaginate quanto fu colpito e impressionato il nostro Jacques Laba che viveva a Preit, quando durante la peste vide portare proprio lì i cadaveri di molti suoi compaesani.

La cappella però già a partire dall’inizio del XVIII secolo fu interdetta al culto in quanto nessuno aveva provveduto a dotarla della pietra sacra da mettere sull’altare. A partire dal 13 gennaio del 1739 il legato passò ad un certo Joseph († 1753) del fu Jacques di Barthélemy Ronc che si impegnò a far celebrare una messa annuale il 19 marzo, festa di San Giuseppe, imponendo il legato su une quartanée de pré sis près de la ditte chapelle, lieu dit Gessers Herp.  La famiglia Ronc è già attestata nel Livre Terrier del 1645 nella persona di discret Jacques de Mathieu Ronc che vive nel villaggio di Preit e possiede la metà dell’appezzamento del Gassenérp, una buona estensione del Varralljatzi e poi alcuni appezzamenti al Buade e al Sann, mentre nel vallone di San Grato ha terreni al Ronh, a Écku, a Valfreidu e a Mühni.  Questo ramo dei Ronc era conosciuto come Kloasch. Il termine proviene dal cognome Clos, un cognome presente a Fontainemore, ma anticamente e fino al XVIII secolo anche ad Issime. È possibile che il soprannome sia passato per linea materna; la trasmissione come soprannome del cognome materno non è un caso raro nella comunità issimese e nelle comunità rurali in genere, soprattutto se la donna porta un’ingente dote.

Joseph Ronc († 1753) così come i figli Jean-Pantaléon (1710-1760) e Jean-Joseph (1713-1759) sono indicati nei documenti di famiglia come Sire, il che segnala una posizione sociale di rilievo all’interno della comunità, certamente legata alla professione.

Come risulta dal catasto Sardo del 1772 i Ronc ampliano i loro possedimenti, rispetto a quanto possedevano nel 1645, rispettivamente nel villaggio di Sengle, e nel Vallone di San Grato al Méttelti, a Stubbi, a Vlüekhji, a Valfreidu e a Siawa. A Preit posseggono la cappella e ampliato le proprietà, è quindi probabile che abbiamo acquisito i beni che furono di Jacques Laba o per compra-vendita o per matrimonio.

Quindi dalla prima metà del XVIII secolo ad oggi la proprietà della cappella è legata al nucleo famigliare dei Ronc Kloasch e ai loro discendenti. A partire però da Joseph Ronc Kloasch (1749-1826) il quale ebbe due figlie, i nomi di famiglia cambiarono fino ad arrivare ai Goyet Gojetsch (oggi estinti) e ai Linty z’Nottrisch. Interessante notare che questi due ultimi rami hanno sempre avuto le proprietà divise a metà, a Preit, come a Sengle e come nel Vallone di San Grato ad eccezione del Méttelti e Siawa che andò in eredità ai Goyet, Stubbi e Valfreidu ai Linty. La cappella di Preit dedicata a San Giuseppe e a San Rocco è in comune fra questi due rami che hanno anche il legato di far celebrare la messa annualmente.

Genealogia dei Ronc Kloasch e loro discendenti

Mathieu Ronc
|
Jacques Ronc (presente a Preit nel livre terrier del 1645)
|
Barthélemy Ronc
|
Jacques Ronc (già defunto nel 1724)
|
sire Joseph Ronc (nato prima del 1685, morto nel 1753) sposa Christine
|
sire Jean-Pantaléon Ronc (1710-1760) detto Clos sposa nel 1749 Jacquême Alby
|
Joseph Ronc (1749-1826) sposa nel 1773 Antoinette Christille (1747-1824)
|
.1 Anne-Marie Ronc Kloasch (1784-1840)
.2 Marie-Antoinette Ronc Kloasch (1793-1859)

.1 Anne-Marie Ronc Kloasch (1784-1840) sposa nel 1813 Jean-Louis Ronco Hantsch-Loeisch (1787-1841) di professione expert mesuerer (geometra)
|
Jean-Christophe Ronco Hantsch-Loeisch (1821-1843) sposa nel 1841 Marie-Magdaleine Christillin Tuterentsch detta d’hüpschu witwala belle veuve
|
Anne-Marie Ronco Hantsch-Loeisch (1842-1876) sposa Jean-Baptiste-Lois-Albert Linty z’Avokatsch (1837-1886) notaire
|
Louis-Blaise Linty z’Avokatsch (1871-1954) notaire sposa Modeste-Theódosie Christillin Tunterentsch (1872-1944)
|
Beniamino Mario Linty z’Nottrisch (1910-1999) sposa Adele Glavina z’Korsinhsch (1911-1983) di Niel

. 2 Marie-Antoinette Ronc Kloasch (1793-1859) sposa nel 1816 Jean-Jacques Goyet Gojetsch (1787-1828)
|
Jean-Pantaleon Goyet (1822-1879) sposa nel 1846 Marie Alby (1824-1878) – Jean-Pantaleon aggiusterà nel 1861 la casa dei Ronc a Preit.
|
Joseph-Blaise-Eugène Goyet – Gojetsch Dschodefji (1855-) sposa nel 1898 Fidele-Anne-Marie Christillin TunterentschDschoakumu Fidele (1867-1937).
|
Jean Goyet Gojetsch Jean (1899-1972) sposa nel 1926 Vittoria Freppa Tuaŝchisch (1904-1995)

© Copyright 2024 – Michele Musso e Sandra Barberi

Tutti i diritti riservati

 

Il contenuto di questa pagina (tra cui il testo e le immagini) sono di esclusiva proprietà di Michele Musso e Sandra Barberi.

Ogni diritto sul presente lavoro è riservato ai sensi della normativa vigente. La traduzione, l’adattamento, l’elaborazione, la riproduzione con qualsiasi mezzo (compresa la memorizzazione elettronica), totale o parziali, di tutto il materiale contenuto in questa pagina sono riservati per tutti i paesi. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto i materiali elaborati, inclusa la memorizzazione digitale sono espressamente vietati in assenza di una autorizzazione scritta di Michele Musso e di Sandra Barberi.